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martedì, gennaio 27, 2026

 Scrittori Maledetti della Golden Dawn





Contrastare una loggia potente e influente come la Hermetic Order of the Golden Dawn significava esporsi a rischi reali. Eppure Dion Fortune, scrittrice e occultista di primo piano del primo Novecento, non esitò: arrivò a denunciare la presidentessa dell’Ordine, accusandola di aver causato la morte dell’italiana Netta Fornario attraverso pratiche di magia nera. A questa figura tragica e quasi dimenticata è dedicato il presente saggio.

Fondata a Londra alla fine del XIX secolo da tre massoni di alto grado, la Golden Dawn — il cui nome completo è Hermetic Order of the Golden Dawn — rappresentò uno dei movimenti più influenti dell’occultismo occidentale moderno. Società segreta iniziatica, profondamente radicata nella tradizione cabalistica ed ermetica, scelse come simbolo l’“Alba” (Dawn): emblema di risveglio spirituale, illuminazione e accesso a una conoscenza riservata a pochi.

L’eredità della Golden Dawn non si limitò ai rituali e alle pratiche esoteriche. La sua influenza si irradiò ben oltre le logge, lasciando tracce profonde nella letteratura e nell’immaginario del Novecento. Scrittori e artisti come Sax Rohmer, Arthur Conan Doyle, Arthur Machen ed Edward Waite furono direttamente coinvolti o strettamente legati all’Ordine. Altri nomi, forse meno prevedibili — Oscar Wilde, J.R.R. Tolkien e H.P. Lovecraft — sembrano averne incrociato idee, simboli e suggestioni in modo più indiretto, ma non meno significativo.

Questo saggio esplora il lato meno noto e più controverso della Golden Dawn: il confine sottile tra ricerca spirituale, potere occulto e responsabilità umana, restituendo voce a una vicenda che intreccia esoterismo, letteratura e tragedia reale.