domenica, aprile 12, 2026


Ancora un tassello torna a posto, ancora un volume della famosissima e esaustiva collana di approfondimento su H. P. Lovecraft torna disponibile in Italia dopo le azioni ingiustificate degli algoritmi di amazon.


Per anni ho inseguito un’ombra.

Un nome: P. H. Lovering.
Una firma che compare all’improvviso sulle pagine di Amazing Stories, legata a due racconti tanto affascinanti quanto problematici: "Quando la Terra divenne Fredda" e "Il Conflitto Inevitabile".
E poi quella nota, apparentemente innocua ma in realtà esplosiva: "lo stesso autore de Il Colore Venuto dallo Spazio".

Da lì, tutto cambia.
Il nodo che nessuno ha mai sciolto davvero
Chi si nasconde dietro Lovering?
Un errore redazionale? Una forzatura editoriale? Oppure una verità scomoda lasciata filtrare tra le righe?
È una domanda che mi accompagna da anni. Non come semplice curiosità, ma come ossessione di ricerca. Perché questo non è solo un enigma bibliografico: è una crepa nella storia stessa della narrativa fantastica del Novecento.
E più si scava, più emerge una possibilità che molti evitano, ma che non si può ignorare: e se dietro quel nome ci fosse davvero H. P. Lovecraft?

La verità su "Il Conflitto Inevitabile"
C’è però un punto che, più di ogni altro, mi ha spinto a scrivere questo saggio.
"Il Conflitto Inevitabile" non è il racconto che molti credono di conoscere. Decenni fa è circolato in Italia sotto il titolo "L’orrore venuto dall'est", in una versione che definire alterata è poco. Un testo piegato a logiche esclusivamente commerciali, adattato, distorto, privato del suo contesto originale. Un’operazione editoriale che ha finito per confondere, più che chiarire.
Quella versione non restituiva il racconto. Restituiva solo un’ombra e quell'ombra doveva appartenere a Lovecraft..
In questo volume, per la prima volta, presento "Il Conflitto Inevitabile" nella sua vera forma, con una traduzione fedele e finalmente collocato nel suo giusto contesto storico e letterario.
È un passaggio fondamentale. Perché solo leggendo il testo autentico è possibile coglierne davvero il tono, le implicazioni e - soprattutto - i legami con un immaginario ben preciso.


Indizi che non si possono ignorare

Analizzando questi racconti senza le distorsioni del passato, emergono elementi difficili da liquidare come coincidenze.
Atmosfere, strutture narrative, visione cosmica: tutto rimanda a un universo che chi conosce Lovecraft riconosce immediatamente. Non come imitazione, ma come matrice.
Non sto parlando di prove definitive. Ma di qualcosa di più sottile e, per certi versi, più inquietante: una coerenza profonda.
E allora la domanda torna, inevitabile: davvero si tratta di un altro autore?


Un’indagine che dura da sessant’anni

Questo mistero non nasce oggi. Dagli anni Sessanta - prima in Francia, poi in Italia - studiosi e appassionati hanno tentato di dare un volto a Lovering.
Io ho scelto di ripartire da zero.
Dai documenti. Dalle fonti. Dai testi, finalmente restituiti nella loro integrità.
Il risultato è un percorso che non offre scorciatoie, ma strumenti. Non impone conclusioni, ma apre possibilità.
Perché questo libro esiste
Questo lavoro, inserito nella collana I Miti di Arkham, nasce da un’esigenza precisa: fare chiarezza dove per troppo tempo c’è stata solo confusione.
Non è solo un saggio. È una ricostruzione giornalistica e, se vogliamo, anche una presa di posizione.
Perché alcune domande meritano di essere affrontate fino in fondo, anche quando le risposte sono scomode.


Un mistero ancora vivo

Oggi più che mai, in un mondo in cui tutto sembra tracciabile e verificabile, un enigma come quello di P. H. Lovering continua a resistere nonostante gli algoritmi.
Ed è proprio questa sua insistenza a rimanere vivo e presente a renderlo prezioso. Perché ci ricorda che la letteratura non è fatta solo di testi, ma di zone d’ombra, di identità sfuggenti, di verità editoriali incomplete e di censure che nulla hanno di democratico.
Quindi proprio questo è il compito dello scrittore e del ricercatore, analizzare quelle zone d’ombra per vedere se ancora si nasconde qualcosa che valga la pena di cercare e di riportare alla luce.

lunedì, marzo 09, 2026

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Procede inarrestabile la ripubblicazione di tutti I Miti di Arkham che, sono stati censurati, in maniera inopinata e poco professionale da kdp.
Senza una ragione o peggio con una ragione che mette in luce tutti i limiti di una piattaforma che deve fare ancora molta strada per diventare democratica e inclusiva.
Fatto sta che, con enorme sforzo fisico, mentale ed economico, l'intera collana I Miti di Arkham sta tornando sugli scaffali e questa volta non in senso lato come con amazon, la minuscola non è casuale, ma da oggi tutti i libri de I Miti di Arkham sono disponibili in tutte le librerie anche su ordinazione!

Il Necronomicon è da sempre avvolto da un'aura di inquietudine, sospeso tra mito, finzione letteraria e sospetti di realtà. Attribuito al leggendario "arabo pazzo" Abdul Alhazred, è considerato uno dei presunti grimori più temuti di tutti i tempi, un testo proibito che custodirebbe formule arcane, evocazioni indicibili e conoscenze capaci di spalancare varchi su dimensioni abitate da entità sconosciute. Questo saggio, arricchito dalla prefazione di S. T. Joshi e inserito nella collana I Miti di Arkham, indaga in modo rigoroso e coinvolgente l'origine dell'opera, le sue metamorfosi nel corpus lovecraftiano e il modo in cui, attraverso collegamenti inattesi e sorprendenti coincidenze, il Necronomicon abbia finito per assumere la consistenza di un libro reale. Il confine tra invenzione e tradizione occulta si fa incerto, generando un percorso critico che getta una luce intensa – talvolta scomoda – sulla storia editoriale e culturale del più enigmatico artefatto letterario del Novecento. Un contributo imprescindibile per chi desidera comprendere il sistema mitologico creato da H. P. Lovecraft, utile tanto agli studiosi quanto ai lettori affascinati dai segreti del Sognatore di Providence.

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domenica, febbraio 22, 2026


 



Robert Howard 

Racconti Perduti e Ritrovati: il lato oscuro del padre di Conan

C’è un Robert E. Howard che il grande pubblico conosce bene: il narratore epico, il creatore di eroi larger than life, il fondatore di un immaginario che ha segnato in modo irreversibile la narrativa fantastica del Novecento. E poi esiste un altro Howard, più segreto e febbrile, che si muove tra orrore cosmico, visioni allucinate e suggestioni arcaiche. Robert Howard – Racconti Perduti e Ritrovati nasce proprio per restituire voce a questa dimensione meno esplorata, ma essenziale per comprendere fino in fondo la sua opera.

Il volume raccoglie testi rimasti ai margini del tempo: storie inedite, disperse, frammenti, narrazioni che conservano intatta l’energia creativa degli anni Trenta e la riversano nel presente con una forza sorprendente. Non si tratta di semplici curiosità per collezionisti, ma di tasselli fondamentali che illuminano il laboratorio narrativo di uno degli autori più influenti del pulp americano.


Il weird come territorio dell’anima

In queste pagine si avverte con chiarezza il dialogo sotterraneo con il weird più puro. Le atmosfere evocano l’orrore cosmico e l’ineffabile, i culti antichi pronti a riemergere dalle profondità del tempo, le creature che sfidano la comprensione umana. È un immaginario che si muove in una costellazione ideale accanto a quello di H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith, ma che mantiene una voce assolutamente autonoma: più fisica, più feroce, più radicata nel mito e nella terra.

Howard non si limita a evocare l’ignoto: lo rende concreto, tangibile, lo fa vibrare nella carne dei suoi personaggi. I protagonisti di questi racconti vivono sempre sul filo di una tensione estrema, sospesi tra la realtà e l’incubo, tra il richiamo della civiltà e l’abisso primordiale.

Un autore oltre l’epica

L’immagine dello scrittore legato esclusivamente alla sword and sorcery viene qui superata. Il creatore di Conan emerge come un esploratore instancabile del lato oscuro della leggenda, un autore capace di attraversare generi e registri con una libertà sorprendente.

I commenti e gli apparati critici che accompagnano ogni testo non sono semplici note esplicative, ma strumenti che guidano il lettore dentro il processo creativo howardiano. Ne emerge il ritratto di uno scrittore inquieto, in costante ricerca, capace di fondere tradizione e innovazione in una visione personale e potentissima.

Il valore di una riscoperta

Pubblicare oggi questi racconti, per lo più inediti, significa restituire complessità a un autore spesso semplificato. Significa anche riconoscere quanto la sua voce sia ancora viva e necessaria. In un’epoca in cui il fantastico è diventato mainstream, tornare alle radici del pulp e del weird permette di ritrovare la forza originaria del racconto: quella che non consola, ma scuote; non intrattiene soltanto, ma lascia un segno.

Robert Howard – Racconti Perduti e Ritrovati è dunque un libro per studiosi e appassionati, ma anche per chi vuole scoprire un grande narratore da una prospettiva nuova. È l’accesso privilegiato a un territorio creativo dove mito, orrore e avventura si fondono in una materia incandescente.

Ed è, soprattutto, l’occasione per ascoltare ancora una volta quella voce grezza, potente e inquieta che ha contribuito a definire l’immaginario fantastico moderno.

martedì, febbraio 17, 2026


Chi è davvero James Allison?

Tra i tanti personaggi leggendari nati dalla penna di Robert E. Howardm, creatore di icone come Conan e Solomon Kane, James Allison rappresenta un unicum. Un eroe misterioso e malinconico, profondamente diverso dagli altri personaggi howardiani. James Allison si muove su un piano narrativo e tematico decisamente inusuale. Cosa si cela dietro questo strano eroe su una sedia a rotelle nel presente ma con una mente capace di rivivere le proprie vite passate in epoche remote e selvagge?

In questo saggio, inedito ed unico in Italia, esploriamo per la prima volta l'intero ciclo di racconti dedicati a James Allison, testi analizzati con minuzia per gettare luce sul vero significato di queste opere, sul concetto di reincarnazione e sul possibile valore autobiografico celato tra le righe.

Erranti del Valhalla; Il Giardino della Paura, La Valle del Verme, Frammenti, Brachan il Celta, Il Figlio di Genserico, Il Guardiano dell'Idolo

 

venerdì, febbraio 06, 2026

 Grande successo, anche all'estero, per Quadrumani che comincia a far parlare di sé



https://www.isfdb.org/cgi-bin/pl.cgi?1093849


https://www.horrormagazine.it/14876/delos-digital-presenta-quadrumani


https://www.fantasymagazine.it/37880/quadrumani




martedì, gennaio 27, 2026

 Scrittori Maledetti della Golden Dawn





Contrastare una loggia potente e influente come la Hermetic Order of the Golden Dawn significava esporsi a rischi reali. Eppure Dion Fortune, scrittrice e occultista di primo piano del primo Novecento, non esitò: arrivò a denunciare la presidentessa dell’Ordine, accusandola di aver causato la morte dell’italiana Netta Fornario attraverso pratiche di magia nera. A questa figura tragica e quasi dimenticata è dedicato il presente saggio.

Fondata a Londra alla fine del XIX secolo da tre massoni di alto grado, la Golden Dawn — il cui nome completo è Hermetic Order of the Golden Dawn — rappresentò uno dei movimenti più influenti dell’occultismo occidentale moderno. Società segreta iniziatica, profondamente radicata nella tradizione cabalistica ed ermetica, scelse come simbolo l’“Alba” (Dawn): emblema di risveglio spirituale, illuminazione e accesso a una conoscenza riservata a pochi.

L’eredità della Golden Dawn non si limitò ai rituali e alle pratiche esoteriche. La sua influenza si irradiò ben oltre le logge, lasciando tracce profonde nella letteratura e nell’immaginario del Novecento. Scrittori e artisti come Sax Rohmer, Arthur Conan Doyle, Arthur Machen ed Edward Waite furono direttamente coinvolti o strettamente legati all’Ordine. Altri nomi, forse meno prevedibili — Oscar Wilde, J.R.R. Tolkien e H.P. Lovecraft — sembrano averne incrociato idee, simboli e suggestioni in modo più indiretto, ma non meno significativo.

Questo saggio esplora il lato meno noto e più controverso della Golden Dawn: il confine sottile tra ricerca spirituale, potere occulto e responsabilità umana, restituendo voce a una vicenda che intreccia esoterismo, letteratura e tragedia reale.

mercoledì, gennaio 21, 2026

 I Miti di Arkham

Il Sognatore e la Poetessa



Dalle ceneri di una collana leggendaria, una nuova edizione rinasce come una fenice, portando alla luce una storia che il tempo aveva cercato di cancellare. 

Questo volume svela l'amore segreto tra H.P. Lovecraft, il Sognatore di Providence, e Virginia, la Poetessa del Maine. 

Una passione documentata, mai confermata da decenni di silenzi, ora ricostruita attraverso lettere inedite, documenti privati e le opere di Virginia, alcune scritte insieme a Howard P. Lovecraft.

Una collana fuori dagli schemi, scomoda e coraggiosa, che non teme di rompere i miti consolidati e di mostrare il Lovecraft più autentico, umano e appassionato. Perché l'amore, anche quello negato, lascia tracce indelebili: in queste pagine riecheggiano le parole di Sonia Lovecraft, che un giorno disse riferendosi a suo marito H. P. Lovecraft : "L'ho strappato dalle braccia della Jackson".

Un saggio che non si può ridurre a poche righe: un viaggio nel cuore e nella mente di due anime legate da parole, poesia e segreti mai raccontati.


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