giovedì, luglio 02, 2026


 

Quando si pronuncia il nome di Howard Phillips Lovecraft, l'immaginario collettivo viene immediatamente invaso da immagini ormai entrate nella storia della letteratura: Cthulhu che dorme nelle profondità dell'oceano, Arkham avvolta nella nebbia, biblioteche proibite, culti dimenticati e divinità cosmiche indifferenti al destino dell'uomo.

Eppure esiste un altro Lovecraft.

Un autore molto diverso da quello che conosciamo.

Prima ancora di essere il padre dell'orrore cosmico, Lovecraft fu infatti un instancabile viaggiatore, un osservatore quasi maniacale dell'architettura americana, uno studioso della memoria storica e un esploratore di quelle città in cui il passato sembrava ancora respirare tra pietre, vicoli e antiche dimore.

È proprio questo aspetto, sorprendentemente poco conosciuto dal pubblico italiano, che viene finalmente riportato alla luce con "Lovecraft – Il viaggio a Charleston", il primo titolo della nuova collana I Viaggi di Lovecraft, dedicata alle esperienze di viaggio dello scrittore di Providence.

Si tratta di una pubblicazione che promette di offrire ai lettori una prospettiva completamente nuova sul suo universo creativo.


Un Lovecraft che pochi conoscono

Per molti lettori Lovecraft è esclusivamente l'autore dei racconti dei Miti di Cthulhu.

Ma chi ha approfondito la sua immensa produzione epistolare sa bene che il viaggio occupava un ruolo fondamentale nella sua vita.

Non era un semplice turista. 

Ogni spostamento diventava un'indagine.

Ogni città rappresentava un archivio vivente.

Ogni edificio era un frammento di storia da osservare, studiare e annotare.

Lovecraft percorreva centinaia di chilometri per visitare una vecchia chiesa coloniale, una biblioteca settecentesca o una strada rimasta immutata dal XVIII secolo. Nei suoi taccuini prendeva nota di tutto: prospettive urbane, dettagli architettonici, iscrizioni nei cimiteri, impressioni personali e atmosfere. Molte di queste osservazioni finiranno poi, trasformate e rielaborate, nelle ambientazioni dei suoi racconti.

Charleston: la città che conquistò Lovecraft

Fra tutte le città visitate, Charleston occupa un posto speciale.

Situata nel South Carolina, rappresentava per Lovecraft una delle ultime testimonianze autentiche dell'antica civiltà coloniale americana.

Passeggiando tra le sue strade, lo scrittore ebbe la sensazione di entrare in un luogo sospeso nel tempo.

Le eleganti dimore georgiane. Le chiese costruite nel Settecento. I giardini nascosti dietro cancellate in ferro battuto. Le piazze silenziose e i vecchi cimiteri.

Ogni elemento sembrava raccontare una storia dimenticata.

Charleston non era soltanto una città ma un'esperienza estetica e culturale.

Un luogo nel quale il passato continuava a vivere sotto la superficie del presente.

Questa percezione influenzò profondamente il modo in cui Lovecraft concepiva il rapporto tra memoria, storia e decadenza.

Il viaggio raccontato attraverso documenti autentici e inediti in Italia. Inoltre, l'aspetto che rende questa pubblicazione particolarmente interessante è il metodo con cui è costruita. Il volume non si limita a descrivere il soggiorno di Lovecraft ma lo ricostruisce.

Il lettore viene accompagnato lungo l'itinerario originale grazie a una ricca selezione di materiali documentari, tra cui: taccuini di viaggio gelosamente conservati alla John Hay University di Providence insieme ad appunti originali; disegni,  itinerari storici; documenti dell'epoca; testi rarissimi e, è bene ribadirlo, materiali mai tradotti prima in Italia.

Il Lettore può visitare e osservare Charleston praticamente attraverso gli occhi di H. P. Lovecraft.

Ogni edificio visitato acquista un significato nuovo.  Ogni strada diventa parte di un mosaico che aiuta a comprendere la nascita del suo immaginario.


Prima dell'orrore cosmico esisteva il fascino della storia

Una delle idee più diffuse su Lovecraft è che la sua narrativa nasca quasi esclusivamente dalla paura dell'ignoto cosmico. In realtà il suo immaginario affonda le radici anche nella storia. L'orrore lovecraftiano nasce spesso dall'incontro fra passato e presente. Da edifici sopravvissuti ai secoli.

Da città che sembrano custodire segreti troppo antichi. Da architetture che raccontano civiltà ormai perdute e Charleston rappresentava tutto questo.

Visitandola, Lovecraft trovava conferma della propria convinzione che il tempo non cancelli realmente il passato, ma lo nasconda sotto nuovi strati di storia.

È un concetto che ritroviamo continuamente nelle sue opere.

Sotto una casa può esistere una città dimenticata. Dietro una famiglia aristocratica può celarsi un'antica maledizione. Sotto la normalità può sopravvivere qualcosa di insondabile. Un tassello fondamentale per comprendere Lovecraft

Chi legge soltanto i racconti rischia di conoscere soltanto una parte del Sognatore di Providence.

I suoi viaggi raccontano invece moltissimo del suo metodo creativo.

Mostrano come osservasse il mondo. Come trasformasse luoghi reali in scenari letterari. Come l'architettura diventasse atmosfera. Come la storia diventasse inquietudine.

Per questo motivo Il viaggio a Charleston rappresenta molto più di un semplice saggio.

È uno strumento prezioso per capire da dove nascono molte delle immagini che hanno reso immortale la sua narrativa.

Nel panorama editoriale italiano mancava un'opera dedicata a questo aspetto della vita di Lovecraft.

La pubblicazione di questo volume colma finalmente una lacuna importante. Non soltanto perché propone materiali finora inediti nel nostro Paese, ma perché amplia il modo stesso in cui possiamo leggere Lovecraft.

Non più soltanto autore di racconti horror. Ma osservatore della storia. Viaggiatore. Studioso dell'America coloniale. Appassionato di urbanistica storica. Collezionista di atmosfere e non certo recluso!



L'inizio della collana I Viaggi di Lovecraft

L'uscita di Lovecraft – Il viaggio a Charleston inaugura una collana che potrebbe rivelarsi particolarmente interessante per studiosi e appassionati.

L'idea di seguire Lovecraft attraverso i suoi spostamenti permette infatti di riscoprire una parte della sua produzione rimasta per lungo tempo in secondo piano.

Ogni città visitata contribuì, in misura diversa, alla formazione del suo immaginario.

Ogni itinerario rappresenta un tassello della sua evoluzione artistica.

È un approccio originale, capace di mostrare il lato più concreto di uno degli autori più visionari del Novecento.

Perché leggere questo libro?

Chi ama Lovecraft troverà un autore diverso, più umano e sorprendentemente vicino al lettore.

Chi si interessa di storia americana scoprirà un prezioso documento sulla Charleston degli anni Venti.

Gli appassionati di architettura coloniale e di urbanistica storica potranno osservare la città attraverso gli occhi di uno dei suoi più appassionati estimatori.

E chi semplicemente ama la grande letteratura comprenderà meglio come nascano le idee che, qualche anno più tardi, avrebbero dato vita ai racconti destinati a cambiare per sempre il genere fantastico.


Conclusioni

Forse il contributo più importante di questo volume è ricordarci una verità spesso dimenticata: l'immaginazione non nasce nel vuoto.

Anche uno scrittore capace di concepire divinità cosmiche, città impossibili e orrori oltre la comprensione umana aveva bisogno di camminare, osservare, prendere appunti, lasciarsi suggestionare da un portone antico o da una strada silenziosa.

Prima di Arkham c'erano le città reali.

Prima di Innsmouth c'erano i porti dell'America coloniale.

Prima di Cthulhu c'erano luoghi come Charleston, dove la storia sembrava parlare ancora attraverso le pietre.

Lovecraft – Il viaggio a Charleston invita il lettore a percorrere quelle stesse strade, mostrando come il viaggio possa trasformarsi in letteratura e come la memoria dei luoghi possa diventare la materia prima dell'immaginazione.

Per chi desidera conoscere il volto meno noto del Solitario di Providence, questa è una lettura che merita sicuramente attenzione.

venerdì, giugno 26, 2026

 

IL VINILE DEGLI ANTICHI











C'è qualcosa di profondamente inquietante negli oggetti analogici.

Non perché siano vecchi, ma perché conservano il tempo. Un vinile non contiene soltanto musica: custodisce graffi, polvere, usura, mani che lo hanno sfiorato, stanze in cui ha suonato, vite che si sono consumate mentre il piatto girava. È una memoria fisica, imperfetta, che continua a esistere anche quando nessuno la ascolta.

Forse è proprio per questo che il vinile rappresenta uno degli oggetti più adatti a diventare protagonista di una storia weird.

Con Il vinile degli antichi, il nuovo racconto lungo di Claudio Foti, in uscita su Fantasy Magazine, l'orrore cosmico incontra la provincia italiana degli anni Ottanta, dando forma a una storia che promette di muoversi lungo il confine dove finiscono i ricordi e iniziano le ossessioni.
Un vinile, una ragazza, una rabbia che trova una voce

La vicenda si svolge nella Latina degli anni Ottanta, una città moderna solo in apparenza, dove sotto i viali ordinati e le geometrie razionaliste sembra covare qualcosa di molto più oscuro.

La protagonista è Chiara, un'adolescente emarginata, schiacciata dal giudizio degli altri e attraversata da una rabbia che nessuno sembra voler ascoltare.

Poi arriva un vinile.

Non un semplice disco, ma un oggetto maledetto, capace di emettere frequenze impossibili, suoni che sembrano rispondere direttamente al suo dolore e alla sua indignazione. Da quel momento la realtà inizia a deformarsi. Chi ha scelto di umiliarla scopre che il proprio disprezzo può trasformarsi in una sinfonia terrificante. E Chiara, finalmente, trova il modo di dirigere quell'orchestra invisibile.

Una premessa che suggerisce un intreccio in cui il soprannaturale non irrompe dall'esterno, ma amplifica emozioni profondamente umane: la solitudine, il desiderio di rivalsa, il peso dell'esclusione.
Il weird non vuole spaventarti. Vuole cambiare il modo in cui guardi il mondo.

Esiste una differenza fondamentale tra horror e weird.

L'horror tradizionale mette in scena una minaccia. Un mostro. Un assassino. Una casa infestata. Il lettore sa, più o meno, quali siano le regole del gioco.

Il weird, invece, fa qualcosa di molto più radicale.

Mette in discussione la realtà stessa.

Non ci chiede di credere ai fantasmi. Ci suggerisce che la nostra idea dell'universo potrebbe essere sbagliata. Che dietro la normalità esista un ordine diverso, inconoscibile, forse indifferente alla presenza umana.

È una narrativa che non cerca il salto sulla sedia, ma quel sottile disagio che continua a crescere anche dopo aver chiuso il libro.

In questo senso, parlare di horror cosmico significa parlare soprattutto di prospettiva.

L'essere umano smette di essere il protagonista della storia per diventare un osservatore accidentale di qualcosa che lo precede e che probabilmente continuerà a esistere molto dopo di lui.
Gli anni Ottanta senza nostalgia

Negli ultimi anni gli anni Ottanta sono stati raccontati quasi esclusivamente come un luogo della memoria felice.

Le biciclette, le sale giochi, le videocassette, la musica, le televisioni private. Un immaginario ormai codificato che spesso sfocia nella nostalgia.

Il weird può fare il contrario.

Può trasformare quella stessa memoria in qualcosa di ambiguo.

Ambientare la storia nella Latina degli anni Ottanta significa allontanarsi dagli scenari più battuti del fantastico internazionale e riportare l'orrore in un contesto italiano, riconoscibile, quasi familiare. È proprio questa familiarità a rendere ancora più destabilizzante l'irruzione dell'inspiegabile.
Il vinile come reliquia

La scelta del disco in vinile non appare casuale.

Viviamo nell'epoca dello streaming, della smaterializzazione dei contenuti, dell'accesso immediato a qualsiasi brano mai registrato.

Il vinile, invece, impone un rito.

Bisogna prenderlo, estrarlo dalla custodia, appoggiarlo sul piatto, abbassare la puntina, accettare il fruscio iniziale.

È un oggetto che richiede attenzione.

Ed è proprio questa ritualità a renderlo perfetto per una storia in cui la musica potrebbe non essere soltanto musica.

Nella tradizione weird gli oggetti sono raramente innocenti.

Libri, fotografie, dipinti, registrazioni e documenti diventano spesso strumenti attraverso cui l'ignoto entra nella realtà quotidiana.

Qui il disco sembra trasformarsi in un catalizzatore: non crea la rabbia di Chiara, ma la amplifica, la traduce in frequenze, la rende capace di alterare il mondo.
Un nuovo tassello del weird italiano

Negli ultimi anni qualcosa si è mosso anche in Italia.

Accanto ai grandi modelli internazionali, stanno emergendo autori che scelgono di confrontarsi con il weird senza limitarsi a riprodurne l'estetica.

È forse la trasformazione più interessante del fantastico italiano contemporaneo.

Non più cittadine immaginarie del New England o manieri gotici fuori dal tempo, ma paesaggi italiani, periferie, province e città che appartengono davvero alla nostra memoria collettiva.

L'ignoto non arriva necessariamente da luoghi remoti.

Può nascondersi lungo un viale assolato di Latina.

Può attendere dentro una custodia di cartone.

Può iniziare a parlare attraverso il fruscio di un vecchio disco.
Un'uscita da tenere d'occhio

Naturalmente sarà il racconto a parlare una volta pubblicato.

Ma già le premesse fanno de Il vinile degli antichi un titolo che merita attenzione per chi segue l'evoluzione del fantastico italiano e, in particolare, del weird contemporaneo.

Perché dimostra come sia ancora possibile costruire storie originali partendo da elementi quotidiani, trasformando un oggetto simbolo della cultura analogica in una porta verso l'inconoscibile e scegliendo una provincia italiana come teatro di un orrore che non ha bisogno di mostri in piena vista per lasciare il segno.

Se le promesse saranno mantenute, questo racconto potrebbe rappresentare uno degli esempi più interessanti di weird italiano degli ultimi anni, capace di coniugare immaginario cosmico, inquietudine psicologica e un'identità profondamente radicata nel nostro territorio.

Perché basta un disco che gira sul piatto, un fruscio appena percettibile e una ragazza che ha smesso di accettare il silenzio.

Da quel momento, la musica potrebbe non essere più l'unica cosa a propagarsi nell'aria.

martedì, aprile 21, 2026


Scopri "The Conservative": il lato inedito di Lovecraft, ora in italiano! 
Nel vasto universo della letteratura horror, pochi autori hanno avuto un impatto così profondo come H. P. Lovecraft. Le sue opere, con il loro immaginario cosmico, i mondi paralleli e le entità incomprensibili, hanno segnato un'epoca. Ma c'è un lato di Lovecraft che pochi conoscono, ed è proprio quello che "The Conservative" ci svela. Per la prima volta in italiano, questo volume esclusivo ci regala uno sguardo inedito sul giovane Lovecraft, ben prima che diventasse la leggenda che tutti conosciamo.

Cos'è "The Conservative"?
"The Conservative" non è solo un'opera da leggere, è una finestra sulla mente di un giovane genio. Scritto a soli 20 anni, questo volume raccoglie saggi, riflessioni politiche, e polemiche che Lovecraft ha scritto quando ancora non aveva dato vita ai suoi più famosi mostri. Qui vediamo il suo pensiero in formazione, i suoi confronti con la società, la cultura e la politica dell'epoca, il tutto con una lucidità sorprendente. Un Lovecraft provocatorio, brillante e affilato che ancora non temeva di esporsi.

Perché leggere "The Conservative"?
Un Lovecraft inedito: La figura di Lovecraft che emerge da queste pagine è molto diversa da quella che conosciamo. Qui il giovane scrittore si confronta con temi intellettuali e politici in modo diretto, mettendo in luce aspetti del suo pensiero che hanno preceduto la sua fama mondiale.
Una lettura per gli appassionati di horror e cultura: Se sei un fan di Lovecraft, non puoi perderti questa occasione di vedere l’evoluzione di un autore che ha saputo dare vita a mondi così complessi. "The Conservative" è la genesi delle sue idee più note, un pezzo fondamentale della sua biografia intellettuale.

Contenuti esclusivi e tradotti per la prima volta in italiano: Questo volume non è mai stato disponibile in lingua italiana fino ad oggi, rendendolo un tesoro editoriale raro che ogni appassionato deve aggiungere alla propria libreria.
Un'occasione imperdibile per i lettori di Lovecraft
Se stai cercando un modo per approfondire la figura di H. P. Lovecraft e conoscere il lato più intimo e provocatorio del suo pensiero, "The Conservative" è il libro che fa per te. Con il suo mix di riflessioni filosofiche e polemiche politiche, questo volume ti offrirà una visione nuova e affascinante di uno degli autori più controversi della letteratura moderna.

In conclusione: "The Conservative" è più di un semplice libro: è una scoperta. Una volta letto, il pensiero di Lovecraft non sarà più lo stesso!

domenica, aprile 12, 2026


Ancora un tassello torna a posto, ancora un volume della famosissima e esaustiva collana di approfondimento su H. P. Lovecraft torna disponibile in Italia dopo le azioni ingiustificate degli algoritmi di amazon.


Per anni ho inseguito un’ombra.

Un nome: P. H. Lovering.
Una firma che compare all’improvviso sulle pagine di Amazing Stories, legata a due racconti tanto affascinanti quanto problematici: "Quando la Terra divenne Fredda" e "Il Conflitto Inevitabile".
E poi quella nota, apparentemente innocua ma in realtà esplosiva: "lo stesso autore de Il Colore Venuto dallo Spazio".

Da lì, tutto cambia.
Il nodo che nessuno ha mai sciolto davvero
Chi si nasconde dietro Lovering?
Un errore redazionale? Una forzatura editoriale? Oppure una verità scomoda lasciata filtrare tra le righe?
È una domanda che mi accompagna da anni. Non come semplice curiosità, ma come ossessione di ricerca. Perché questo non è solo un enigma bibliografico: è una crepa nella storia stessa della narrativa fantastica del Novecento.
E più si scava, più emerge una possibilità che molti evitano, ma che non si può ignorare: e se dietro quel nome ci fosse davvero H. P. Lovecraft?

La verità su "Il Conflitto Inevitabile"
C’è però un punto che, più di ogni altro, mi ha spinto a scrivere questo saggio.
"Il Conflitto Inevitabile" non è il racconto che molti credono di conoscere. Decenni fa è circolato in Italia sotto il titolo "L’orrore venuto dall'est", in una versione che definire alterata è poco. Un testo piegato a logiche esclusivamente commerciali, adattato, distorto, privato del suo contesto originale. Un’operazione editoriale che ha finito per confondere, più che chiarire.
Quella versione non restituiva il racconto. Restituiva solo un’ombra e quell'ombra doveva appartenere a Lovecraft..
In questo volume, per la prima volta, presento "Il Conflitto Inevitabile" nella sua vera forma, con una traduzione fedele e finalmente collocato nel suo giusto contesto storico e letterario.
È un passaggio fondamentale. Perché solo leggendo il testo autentico è possibile coglierne davvero il tono, le implicazioni e - soprattutto - i legami con un immaginario ben preciso.


Indizi che non si possono ignorare

Analizzando questi racconti senza le distorsioni del passato, emergono elementi difficili da liquidare come coincidenze.
Atmosfere, strutture narrative, visione cosmica: tutto rimanda a un universo che chi conosce Lovecraft riconosce immediatamente. Non come imitazione, ma come matrice.
Non sto parlando di prove definitive. Ma di qualcosa di più sottile e, per certi versi, più inquietante: una coerenza profonda.
E allora la domanda torna, inevitabile: davvero si tratta di un altro autore?


Un’indagine che dura da sessant’anni

Questo mistero non nasce oggi. Dagli anni Sessanta - prima in Francia, poi in Italia - studiosi e appassionati hanno tentato di dare un volto a Lovering.
Io ho scelto di ripartire da zero.
Dai documenti. Dalle fonti. Dai testi, finalmente restituiti nella loro integrità.
Il risultato è un percorso che non offre scorciatoie, ma strumenti. Non impone conclusioni, ma apre possibilità.
Perché questo libro esiste
Questo lavoro, inserito nella collana I Miti di Arkham, nasce da un’esigenza precisa: fare chiarezza dove per troppo tempo c’è stata solo confusione.
Non è solo un saggio. È una ricostruzione giornalistica e, se vogliamo, anche una presa di posizione.
Perché alcune domande meritano di essere affrontate fino in fondo, anche quando le risposte sono scomode.


Un mistero ancora vivo

Oggi più che mai, in un mondo in cui tutto sembra tracciabile e verificabile, un enigma come quello di P. H. Lovering continua a resistere nonostante gli algoritmi.
Ed è proprio questa sua insistenza a rimanere vivo e presente a renderlo prezioso. Perché ci ricorda che la letteratura non è fatta solo di testi, ma di zone d’ombra, di identità sfuggenti, di verità editoriali incomplete e di censure che nulla hanno di democratico.
Quindi proprio questo è il compito dello scrittore e del ricercatore, analizzare quelle zone d’ombra per vedere se ancora si nasconde qualcosa che valga la pena di cercare e di riportare alla luce.

lunedì, marzo 09, 2026

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Procede inarrestabile la ripubblicazione di tutti I Miti di Arkham che, sono stati censurati, in maniera inopinata e poco professionale da kdp.
Senza una ragione o peggio con una ragione che mette in luce tutti i limiti di una piattaforma che deve fare ancora molta strada per diventare democratica e inclusiva.
Fatto sta che, con enorme sforzo fisico, mentale ed economico, l'intera collana I Miti di Arkham sta tornando sugli scaffali e questa volta non in senso lato come con amazon, la minuscola non è casuale, ma da oggi tutti i libri de I Miti di Arkham sono disponibili in tutte le librerie anche su ordinazione!

Il Necronomicon è da sempre avvolto da un'aura di inquietudine, sospeso tra mito, finzione letteraria e sospetti di realtà. Attribuito al leggendario "arabo pazzo" Abdul Alhazred, è considerato uno dei presunti grimori più temuti di tutti i tempi, un testo proibito che custodirebbe formule arcane, evocazioni indicibili e conoscenze capaci di spalancare varchi su dimensioni abitate da entità sconosciute. Questo saggio, arricchito dalla prefazione di S. T. Joshi e inserito nella collana I Miti di Arkham, indaga in modo rigoroso e coinvolgente l'origine dell'opera, le sue metamorfosi nel corpus lovecraftiano e il modo in cui, attraverso collegamenti inattesi e sorprendenti coincidenze, il Necronomicon abbia finito per assumere la consistenza di un libro reale. Il confine tra invenzione e tradizione occulta si fa incerto, generando un percorso critico che getta una luce intensa – talvolta scomoda – sulla storia editoriale e culturale del più enigmatico artefatto letterario del Novecento. Un contributo imprescindibile per chi desidera comprendere il sistema mitologico creato da H. P. Lovecraft, utile tanto agli studiosi quanto ai lettori affascinati dai segreti del Sognatore di Providence.

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domenica, febbraio 22, 2026


 



Robert Howard 

Racconti Perduti e Ritrovati: il lato oscuro del padre di Conan

C’è un Robert E. Howard che il grande pubblico conosce bene: il narratore epico, il creatore di eroi larger than life, il fondatore di un immaginario che ha segnato in modo irreversibile la narrativa fantastica del Novecento. E poi esiste un altro Howard, più segreto e febbrile, che si muove tra orrore cosmico, visioni allucinate e suggestioni arcaiche. Robert Howard – Racconti Perduti e Ritrovati nasce proprio per restituire voce a questa dimensione meno esplorata, ma essenziale per comprendere fino in fondo la sua opera.

Il volume raccoglie testi rimasti ai margini del tempo: storie inedite, disperse, frammenti, narrazioni che conservano intatta l’energia creativa degli anni Trenta e la riversano nel presente con una forza sorprendente. Non si tratta di semplici curiosità per collezionisti, ma di tasselli fondamentali che illuminano il laboratorio narrativo di uno degli autori più influenti del pulp americano.


Il weird come territorio dell’anima

In queste pagine si avverte con chiarezza il dialogo sotterraneo con il weird più puro. Le atmosfere evocano l’orrore cosmico e l’ineffabile, i culti antichi pronti a riemergere dalle profondità del tempo, le creature che sfidano la comprensione umana. È un immaginario che si muove in una costellazione ideale accanto a quello di H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith, ma che mantiene una voce assolutamente autonoma: più fisica, più feroce, più radicata nel mito e nella terra.

Howard non si limita a evocare l’ignoto: lo rende concreto, tangibile, lo fa vibrare nella carne dei suoi personaggi. I protagonisti di questi racconti vivono sempre sul filo di una tensione estrema, sospesi tra la realtà e l’incubo, tra il richiamo della civiltà e l’abisso primordiale.

Un autore oltre l’epica

L’immagine dello scrittore legato esclusivamente alla sword and sorcery viene qui superata. Il creatore di Conan emerge come un esploratore instancabile del lato oscuro della leggenda, un autore capace di attraversare generi e registri con una libertà sorprendente.

I commenti e gli apparati critici che accompagnano ogni testo non sono semplici note esplicative, ma strumenti che guidano il lettore dentro il processo creativo howardiano. Ne emerge il ritratto di uno scrittore inquieto, in costante ricerca, capace di fondere tradizione e innovazione in una visione personale e potentissima.

Il valore di una riscoperta

Pubblicare oggi questi racconti, per lo più inediti, significa restituire complessità a un autore spesso semplificato. Significa anche riconoscere quanto la sua voce sia ancora viva e necessaria. In un’epoca in cui il fantastico è diventato mainstream, tornare alle radici del pulp e del weird permette di ritrovare la forza originaria del racconto: quella che non consola, ma scuote; non intrattiene soltanto, ma lascia un segno.

Robert Howard – Racconti Perduti e Ritrovati è dunque un libro per studiosi e appassionati, ma anche per chi vuole scoprire un grande narratore da una prospettiva nuova. È l’accesso privilegiato a un territorio creativo dove mito, orrore e avventura si fondono in una materia incandescente.

Ed è, soprattutto, l’occasione per ascoltare ancora una volta quella voce grezza, potente e inquieta che ha contribuito a definire l’immaginario fantastico moderno.

martedì, febbraio 17, 2026


Chi è davvero James Allison?

Tra i tanti personaggi leggendari nati dalla penna di Robert E. Howardm, creatore di icone come Conan e Solomon Kane, James Allison rappresenta un unicum. Un eroe misterioso e malinconico, profondamente diverso dagli altri personaggi howardiani. James Allison si muove su un piano narrativo e tematico decisamente inusuale. Cosa si cela dietro questo strano eroe su una sedia a rotelle nel presente ma con una mente capace di rivivere le proprie vite passate in epoche remote e selvagge?

In questo saggio, inedito ed unico in Italia, esploriamo per la prima volta l'intero ciclo di racconti dedicati a James Allison, testi analizzati con minuzia per gettare luce sul vero significato di queste opere, sul concetto di reincarnazione e sul possibile valore autobiografico celato tra le righe.

Erranti del Valhalla; Il Giardino della Paura, La Valle del Verme, Frammenti, Brachan il Celta, Il Figlio di Genserico, Il Guardiano dell'Idolo