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sabato, novembre 08, 2025




Il Patto delle Acque: il mito oscuro di Ninfa

Nel silenzio della città sommersa di Ninfa, dove i roseti nascondono torri spezzate e le acque si muovono come creature vive, prende forma una leggenda che fonde storia, mito e orrore sacro. È qui che Leila, giovane ricercatrice attratta dai misteri del passato, scopre un segreto sepolto sotto secoli di silenzio: una serie di vasche antichissime, disseminate tra le rovine, alcune colme di un’acqua blu profonda come il mare, altre di un verde viscoso e inquietante.

La loro funzione è un enigma, finché Leila non comprende il significato nascosto di quel colore mutevole: le vasche blu custodiscono gli esseri puri, discendenti di Nerelhus, divinità anfibia dimenticata dagli uomini. Le vasche verdi, invece, collegate alle prime da un intricato sistema di canali, hanno un fine oscuro: trasformare le donne umane in madri di una nuova stirpe, metà umana e metà marina, destinata a camminare sulla terra quando il mare reclamerà ciò che gli appartiene.

Con ogni scoperta, Leila si avvicina sempre più al confine dell’impossibile. Il suo corpo cambia, la pelle assume riflessi iridescenti, e la mente si apre a ricordi che non le appartengono. Nel suo diario, tra disegni febbrili e parole cancellate, emerge una rivelazione che lega il presente a un patto remoto: il Pactum Ninfensium, firmato da Papa Pasquale II per mantenere l’equilibrio tra uomini e divinità anfibie. Ma qualcuno lo ha infranto, e con esso si è risvegliato il Ciclo delle Acque, l’antico ritorno delle creature di Nerelhus.

Oggi Ninfa non è solo un giardino: è un confine, un luogo dove il tempo respira sott’acqua e la bellezza cela il seme della metamorfosi.

Leila è il suo testimone, e forse la sua ultima vittima.

Un racconto storico fantastico che unisce gotico e mito mediterraneo, dove la memoria dell’acqua parla la lingua dell’abisso.