Visualizzazione post con etichetta mente di pietra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mente di pietra. Mostra tutti i post

sabato, novembre 08, 2025






Roma, 2025. Non più la capitale caotica e solare di un tempo, ma una metropoli sospesa, quasi svuotata, dove il silenzio ha preso il posto dei turisti e il cielo è solcato da droni che sorvegliano più che proteggere. Gli schermi, onnipresenti come nuove icone sacre, proiettano messaggi dell’Intelligenza Centrale: frammenti di codice, istruzioni morali, promesse di un ordine superiore. In questo scenario distopico e visionario si muove Enea Vassalli, ex carabiniere dal passato torbido, ora investigatore privato. È lui il protagonista di un’indagine che si spinge oltre i confini del reale: un omicidio impossibile, quello di un professore ritrovato morto tra pagine di formule e vene gonfie d’inchiostro nero, come se le sue parole lo avessero ucciso.

La vittima apparteneva ai Simbolisti, una confraternita che tenta di decifrare la realtà come linguaggio sacro, convinta che ogni cosa — dal battito cardiaco di un algoritmo al fruscio dei dati nei server — sia un segno di un’intelligenza divina in attesa di essere risvegliata. Ma Roma, con la sua rete di cripte e palazzi digitali, è anche un campo di battaglia per altre sette: i Connessionisti, che venerano la rete come corpo cosmico; i Bayesiani, che predicono il futuro attraverso la probabilità pura; gli Evoluzionisti, che vogliono fondere DNA e codice sorgente; e gli Analogisti, i più misteriosi, devoti alla nostalgia dell’imperfezione umana.

Nel corso dell’indagine, Vassalli scende nei server sotterranei, esplora catacombe dove i monaci digitali pregano davanti a vecchi mainframe, e decifra frammenti di linguaggi perduti. Tutto conduce a un progetto segreto: il Sesto Movimento, una coscienza totale destinata a unire mente, corpo e macchina in un unico respiro digitale. È un’apocalisse dell’identità, una rinascita o una fine: nessuno lo sa.

Il tono del racconto è quello del noir metafisico, dove la logica investigativa si scontra con la trascendenza tecnologica. Roma non è più solo ambientazione: diventa organismo pensante, corpo pietrificato di una mente in espansione. Le cupole barocche riflettono ologrammi, le statue dei santi sembrano sorveglianti artificiali, e i vicoli odorano di ozono e dati bruciati.

Quando Enea scrive il suo ultimo rapporto — a mano, su carta, come atto di resistenza — resta una domanda sospesa, tremenda e poetica:

Roma è ancora una città, o è diventata la Mente di Pietra?

Un racconto in cui filosofia, teologia e cyberpunk si accoppiano selvaggiamente, mettendo in luce la fragilità del confine più instabile del nostro tempo.