Robert Howard
Racconti Perduti e Ritrovati: il lato oscuro del padre di Conan
C’è un Robert E. Howard che il grande pubblico conosce bene: il narratore epico, il creatore di eroi larger than life, il fondatore di un immaginario che ha segnato in modo irreversibile la narrativa fantastica del Novecento. E poi esiste un altro Howard, più segreto e febbrile, che si muove tra orrore cosmico, visioni allucinate e suggestioni arcaiche. Robert Howard – Racconti Perduti e Ritrovati nasce proprio per restituire voce a questa dimensione meno esplorata, ma essenziale per comprendere fino in fondo la sua opera.
Il volume raccoglie testi rimasti ai margini del tempo: storie inedite, disperse, frammenti, narrazioni che conservano intatta l’energia creativa degli anni Trenta e la riversano nel presente con una forza sorprendente. Non si tratta di semplici curiosità per collezionisti, ma di tasselli fondamentali che illuminano il laboratorio narrativo di uno degli autori più influenti del pulp americano.
Il weird come territorio dell’anima
In queste pagine si avverte con chiarezza il dialogo sotterraneo con il weird più puro. Le atmosfere evocano l’orrore cosmico e l’ineffabile, i culti antichi pronti a riemergere dalle profondità del tempo, le creature che sfidano la comprensione umana. È un immaginario che si muove in una costellazione ideale accanto a quello di H. P. Lovecraft e Clark Ashton Smith, ma che mantiene una voce assolutamente autonoma: più fisica, più feroce, più radicata nel mito e nella terra.
Howard non si limita a evocare l’ignoto: lo rende concreto, tangibile, lo fa vibrare nella carne dei suoi personaggi. I protagonisti di questi racconti vivono sempre sul filo di una tensione estrema, sospesi tra la realtà e l’incubo, tra il richiamo della civiltà e l’abisso primordiale.
Un autore oltre l’epica
L’immagine dello scrittore legato esclusivamente alla sword and sorcery viene qui superata. Il creatore di Conan emerge come un esploratore instancabile del lato oscuro della leggenda, un autore capace di attraversare generi e registri con una libertà sorprendente.
I commenti e gli apparati critici che accompagnano ogni testo non sono semplici note esplicative, ma strumenti che guidano il lettore dentro il processo creativo howardiano. Ne emerge il ritratto di uno scrittore inquieto, in costante ricerca, capace di fondere tradizione e innovazione in una visione personale e potentissima.
Il valore di una riscoperta
Pubblicare oggi questi racconti, per lo più inediti, significa restituire complessità a un autore spesso semplificato. Significa anche riconoscere quanto la sua voce sia ancora viva e necessaria. In un’epoca in cui il fantastico è diventato mainstream, tornare alle radici del pulp e del weird permette di ritrovare la forza originaria del racconto: quella che non consola, ma scuote; non intrattiene soltanto, ma lascia un segno.
Robert Howard – Racconti Perduti e Ritrovati è dunque un libro per studiosi e appassionati, ma anche per chi vuole scoprire un grande narratore da una prospettiva nuova. È l’accesso privilegiato a un territorio creativo dove mito, orrore e avventura si fondono in una materia incandescente.
Ed è, soprattutto, l’occasione per ascoltare ancora una volta quella voce grezza, potente e inquieta che ha contribuito a definire l’immaginario fantastico moderno.
