venerdì, ottobre 17, 2025


Ci sono delle storie che non vanno raccontate e questa è una di quelle.

Delle inchieste che non verranno mai pubblicate e che devono essere trasformate in un racconto.

Questo è un racconto tratto da una storia vera che quasi nessuno ha voluto pubblicare.


Jonas e la miniera del tempo: quando il futuro diventa merce

C’è una frase che apre il racconto e basta da sola a catturare l’attenzione:

“Il tempo non è un fiume, è una miniera d’oro.”

Da qui comincia la storia di Jonas — un uomo che del tempo non vuole essere viaggiatore, ma sfruttatore. Non lo attraversa: lo scava, lo monetizza, lo trasforma in potere.

Nel mondo il futuro non è un mistero da svelare ma un bene da estrarre, come un giacimento segreto. Jonas, cinico e implacabile, ne è il minatore perfetto. I suoi strumenti non sono picconi, ma criptovalute invisibili, società-ombra e un’antica alchimia tecnologica basata sul mercurio. Tutto ciò che per noi è ancora da vivere, lui lo osserva in anticipo — e lo rivende sotto forma di film, romanzi, sceneggiature. Opere che il pubblico crede frutto di fantasia, ma che in realtà nascondono tragedie già avvenute.

Dal neon abbagliante della Hollywood del 1998 ai club segreti della Bruxelles del 2050, Jonas accumula ricchezza e segreti. È un protagonista spietato e affascinante, degno del miglior noir futuristico.

Il racconto, infatti, mescola atmosfere hard boiled e riflessioni sulla manipolazione dell’informazione, offrendo una visione del mondo dove la morale è un lusso e la verità un prodotto da vendere al miglior offerente.

La scrittura è densa, magnetica, costruita come un mosaico di epoche e linguaggi.

C’è il ritmo del thriller, l’oscurità del cyberpunk, ma anche un sottotesto filosofico: cosa succede quando il futuro diventa intrattenimento? Quando la nostra stessa vita — scandali, tragedie, amori, fallimenti — viene osservata e commercializzata come una serie TV globale?

I Chronicisti, misteriosa élite che controlla il tempo, sono i padroni silenziosi della Storia. Jonas ne è l’architetto più audace, ma anche il più lucido: sa che il vero spettacolo è l’umanità stessa, disposta a pagare per guardare la propria rovina.

Il risultato è un racconto che si legge come un avvertimento: l’informazione è la nuova moneta, e il tempo la sua borsa valori.

Ogni scena, ogni morte, ogni scandalo è già scritto — e già venduto.

E tu, lettore, potresti essere l’ignaro protagonista dello spettacolo.

“Il tempo non è un fiume, è una miniera d’oro” è un racconto che unisce visione, critica sociale e tensione narrativa in un’unica trama lucida e disturbante.


 

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